Felice Malgaroli

nato il 17-6 oggi 17 dicembre compio mezzo anno, meglio sprecare subito questa gioventu che farne niente del tutto

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Domani Chissà - Felice Malgaroli

"Domani chissà", storia di vita , di guerra e di lager, con prefazione di Norberto Bobbio/ ediz. L'Arciere S° Dalmazzo (Cuneo)…dopo la terza edizione è scaricabile gratis richiedendo all'autore, malga.fer@virgilio.it

 libro autobiografico, mantiene netta l'atmosfera coeva, scritto liberamente a mo' di romanzo,  senza sponsorizzazzioni politiche, si offre come uomo libero e la  "svolta finale verso l'America".. 

 

"Transeuntes" Ediiz, L'Arciere, S° Dalmazzo (Cuneo), 10 anni in America Latina , Storia degli emigranti moderni, anni 1950, e non stile 800, ma più allegri e invianti dollari in Patria per tornare "a baita" e rifarsela più bella.

 

Dal Piemonte alla Nuova Zelanda, scritto per dimostrare che non siamo solo ex deportati ma "persone": Ma ahimè! L'ha capito nessuno. Da un reduce ci si aspettano storie da reduce; l'umana avventura da persona normale, uscita dal lager è in dissonanza e disturba vetuste certezze //… Ediz. Le Chateau -Aosta.

 

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"Lo straniero", Una casa d'ospiti lungo il fiume Orinoco.  1° puntata, seguirà come libro.     

Era sceso dal postale settimanale e Tony, il tuttofare della  guesthouse , decise che era un "gringo", quindi un fastidio per lui che conosceva poche palabras de ingles  ma fece spallucce e gli si avvicino ciondolando:  "do you like hotel?" --lo straniero osservò gli stracci poveri, ma puliti che quello si portava addosso, accennò un si oscillando il capo e:       "Cuanto cobras tu y cuanto costa el mejor hotel ?". Toh! si disse Tony non è un gringo, parla latino, ma non si perse in considerazioni, e:             " Senor a me non deve niente a meno che per il trasporto della valigia, e poi quì non c'è scelta, l'unico hotel è la Posada di Dona Xenia, e senza attendere oltre mise mano alla valigia e volse gli occhi in su in attesa . Lo straniero sorrise e consentì con un cenno del capo, poi- "Come ti chiami ?" , -il meticcio non perse occasione per dimostrare la sua saggezza india e -" Non mi chiamo, sono gli altri che mi chiamano, sono Tony, ma il mio nome è Antonio Gonzales de Silva, a su mandar  (ai sui ordini). e intanto andava veloce , a passettini, seguito dalle lungha falcata dello straniero..la strada era un discreto viale alberato di tamarindi in fiore, lungo il fiume, e Reno pensava, forse questo è il posto, il luogo lontano che da tempo andava cercando. Aveva pensato ad un' altro passaggio, dal Brasile, ma quelle grandi città, l'idioma che non conosceva, l'Amazonas (il rio delle ammazzoni) troppo navigato...erano stati aspetti pesanti che gli avevano suggerito la via fluviale meno frequentata, l'Orinoco, dove grandi navi,  dall'estuario, penetravano solo per poche centinaia di chilometri.    Quì infine all'estremo ultimo imbarcadero del battello postale sapeva di trovarsi, più o meno, a ridosso della foresta tropicale, "il Gran Pajonal "  L'insieme delle grandi montagne con le sorgenti di numerosi fiumi. tra questi il Rio Delle Ammazzoni, questo Orinoco, e lontano più ad est il Carony, detto fiume dei diamanti, ma forse solo leggenda. - "Eccoci nella Posada senor" - e Tony poggia la valigia davanti la porta dell'hotel, staccata dalla strada da pochi metri di un giardinetto fatto  di palme di cocco, due banani sbilenchi e cespugli  che suggerivano un tempo di fiori ormai dimenticati.  Sulla porta una alta e ben formata signora color cannella gli sorride,: "Bienvenido senor hestà en su casa" (benvenuto signore, come fosse in casa sua)  e gli accenna ad entrare in un'ampio salone che si rivela subito come l'unico locale comune per tutti gli abitanti della casa, sulla destra dietro un alto banco da bar vi si colloca lei, Xenia, la Padrona.  Alle sue spalle uno scaffale con alcune bottiglie e sparsi sugli stessi ripiani diversi dossier e registri che, insieme ad una cassaforte a muro, ne fanno anche reception: "beve qualcosa signore?" -"No grazie, nada de halcool en la manana - pereferisco sbrigare subito le pratiche ". Xenia lo squadra e in pochi attimi vede il cappello , vecchio e frusto, ma di feltro e così' gli stivali che hanno fatta molta strada, un tipo del nord, ma la camicia fina fatta su misura sottolinea il giudizio. un europeo, un "monsiù" e non un gringo come sembrava, e in un primo momento pensa di chiedere dieci..poi decide-: "otto bolivares per notte - siccome quello tace aggiunge- con colazione americana...huevos, bacon, fruta y mucho cafè cuanto quiera ..pagamento anticipato ogni sera ". Reno le allunga il pasaporte e un biglietto da cento dollari e - "questi valgono per cinquanta notti e come garanzia, se me ne vado sin preaviso, mi dica lei sempre in anticipo quando dovrò fare ..el proxsimo pago. ok?" -Xenia mette il suo sguardo nero come carbone negli occho grigi dello straniero..lo vede ora diverso, .un cliente fisso come mai ne aveva avuti... e dopotutto anche un bell'uomo, darà un tono al locale, me gusta mucho . Sbrigate le pratiche gli chiede-: "El pasaporte non vuole lasciarlo in cassaforte"  -e indicando col pollice- "Qui è al sicuro come in una banca" . Reno acconsente e vuole essere lei stessa ad accompagnarlo in camera - "Ecco il balcone con vista sul fiume, laggiù oltre quei tamarindi, e abbastanza lontano per le zanzare, il letto è grande, l'armadio anche e per il tavolo le bastano due sedie? - e laggiu dietro la tenda c'è  bagno e doccia - serve altro?". - "Si Signora. come si chiama questo posto? -:"Xenia lo guarda come a un bambino che ha perso la strada di casa-:"Rio Negrito signore!! ottocento anime e i servizi di una grande città; abbiamo anche un periodico settimanale, la farmacia che è el recibo del doctor, un abogado, un barbiere che aggiusta anche i denti, una iglesia catolica y tantos vagabundo sin trabajo. " - Reno pensa di essere nel posto giusto, oltre il pueblo la strada diventa un sentiero verso la foresta amazonica...sente solo forte la mancanza di una donna, è la presenza di questa Xenia, dall'ombra di sensuale tristezza negli occhi?... Via! scaccia il pnsiero uomo!! è anche per il troppo di quelle che hai perso tempo prezioso. " Devo pensare solo alla macchina da scrivere" E infatti la sistema sul tavolo, sopra una grande mappa; solo amore con quelle due cose deve fare, ma prima una doccia e un giro ad esplorare Rio negrito.// (continua)        

 Un'ora prima del  tramonto, Reno usciva ad un paseo siempre igual così dicevano gli abitanti. Quello straniero aveva  incuriosito nei primi giorni, ed era poi subito diventanto parte del consueto: siempre por la tarde..quien sabe lo que busca (chissà cosa cerca) infatti l'unica curiosità

Reno raggiuse la casa del veccho solitaro, situata tra gli alberi di cocco e il mare

De adonde vienes ?  lo aveva apostrofato il vecchio la prima volta - : "Da un'isola del mediterraneo che si chiama Corsica".  "Ah!..ah ,rise il vecchio..simpatico embustero  .Yo soy corso!!" Gli allunga  la manon e :"Sono  Antonio Levanti, e non mi inganni..sei uno che fugge".   Lo straniero sorride pel modo di fare dell'ospite, "Reno: Mulas"-rispone, e mentre stringe s'accorge di tre cose, quella mano è salda e giovanile, nella penombra della casa passa svelta una figuretta femminile color cannella vestita solo dalle gocce d'acqua della doccia, appena fatta, e che quella che sembrava una delle solite case indigene, era si fatta di canne e fango, ma all'interno si intraveda un certo lusso culturale; libri e cose colorate nella penombra, forse opere d'arte, un tavolino intarsiato, tappeti...-" e credevo di essere qui di passaggio"... stava dicendo il veccho, ma...dall'occhiata esperta di Reno ebbe un guizzo di simpatia e:" Hestà bien... vieni dentro; così vedi una vera casa e bevi una birra fresca..ho voglia di contarti una storia,tanto vecchia che non esiste  più.."   

Del perchè il governo francese lo avesse spedito alla Cayenna, non volle spiegarlo bene, c'era di mezzo la politica separatista e un litigo, con  coltelli, ma senza sangue per colpa di una donna.                           "Aquel sito de la Guayana era horribile, dopo una parte di condanna in cella, tanto da indebolirti lo bastante per fiaccarti ogni energia eri poi libero di muoverti nel campo: una prigione senza sbarre..chè intorno c'era la savana tanto secca

e arida che manco le mosche riuscivano a viverci...." E mentre ascoltava, Reno guardava tappeti che, rivelvano essere  orientali autentici, un Bukkara a ordito di lana e quasi quadrato era indubbiamente russo, i quadri alle pareti però erano imitazioni; opere da museo dell'0ttocento non potevano aver trovato dimora sulle sponde del'Orinoco   Morena invece la meticcia india rivelava un perfetto incrocio coll'uomo bianco...il vestito leggero che la fasciava offriva proporzioni di un corpo perfetto.. e non era certo la figla del don Antonio al quale si rivolgea con civetteria e devozione...atto che provocava in Reno quel richiamo, come uno sconosciuto morso allo stomaco ch'era un misto di gelosia e bisogno di sesso  (Cristo cosa mi succede?), ma la donna si comportava come lui non estesse..da vera padrona di casa, anche quando gli servì la birra. Intanto Don Antonio aveva raccontato di quegli aridi anni alla Cayenna, e di come aveva organizzato la fuga insieme ad altri due, procurandosi di nascosto una scorta di cibo proteico inventato..."Che ?, proteine?" Lo interruppe Reno. "Seguro amigo, proteinas hecha a poco a poco  consrvada en azucar, meses tomando cafè amargo para ahorrar el azucar que fuè el conservante ....insectos de toda clase ..dalle cavallette agli scarafaggi abbiamo fritto tutto quanto c'era usando come grasso il cocco grattugiato e lo zucchero come conservante...il peggior cibo che si possa immaginare ?, Pues ..per camminare giorni e giorni in una savana dovevamo alimentarci e dopo il secondo giorno era buonissimo...e per l'acqua avevamo due gomme d'auto rubate ad un vecchio rudere abbandonato.....Con la mente in quella epopea straordinara, il fatto che il Levanti fosse diventato un notabile de luogo... aver organizzato il primo traghetto tra sponda e sponda,.. conseguito una moglie  bellissima...ed averlo come amico, diventava uno stimolo e su questo indugiava la mente di Reno quando raggiunse la posada di Xenia..che vide come fosse la prima volta...anche lei tutt'altro che trascurabile,..."'na tarde Senor Reno ...sancocho de gallina, le"cae bien? "  Era tanto sorpreso dell'avvenenza improvvisa della donna che manco pensò a quanto lei diceva; possibile l'avesse mai vista prima?...  gli riusci appena rispondere un "muy bien", e un po' frastornato si trovo a masticare, con gusto quel misto di carne e verdura, e dato a poco a poco pace allo stomaco si impose di scacciare "quei" pensieri ..lui dalle donne non doveva assolutamente fars coivogere...Quella sera sentiva che avrebbe scritto molto...la giornata era stata ricca di avvenimenti e don Antonio Levanti, ad insaputa, gli aveva dato numerose informazioni, ed era già passata mezzanotte quando, chiuso il coperchio alla macchina, occhi stanchi, si mise a letto, soddisfatto e scacciò quel pensiaro di donna..Xenia che gli aveva lasciato a sera un segno che doveva scordare..dormire, doveva dormire, appena spenta la luce  la mente era gia nel sogno ,  un lieve fruscio..Xenia che si infilava nel suo letto?... un gioco dell'immaginazione!..e in punta di sonno  si disse : "un tentativo da programmare"... poi senti  sodi seni  strisciargli sulla schiena ..il braccio..e la bocca morbida che gli sfiorava la guancia ,...                                                                

 

Justo Del Valla Pena era preoccupato; sempre, quando qualcuno dei suoi figli chiedeva di lui, sapeva che erano rogne. Ma per Xenia era diverso: quella testarda non chiedeva mai nulla…anzi, gli portava in dono un po’ di spesa ogni domenica…caffè zucchero biscotti dolci frutta e una bottigla di ron…e come una mamma già svuotata a metà, e poi gli concedeva il dono più ambito, un bacino e:” Hola espanol como te pasaste la semana?”..

E quando una prima volta lui aveva replicato:

,”Smettila di chiamarmi lo spagnolo, sono tuo padre!!…” -  Lei di rimando.

,”No sta scritto…e per me sei lo spagnolo come per tutti, anche se sei l’uomo che amo più di ogni cosa nella vita…”.

,”Caray!”- Aveva risposto lui – “Tienes mas bolas tu que todos tus hermanos..los jodidos” 

,”Lavate la boca viejo…yo non tengo bolas, tengo tetas..y no ensulte a mis hermanos, el jodido heres tu que sigues viviendo en este viejo barco y no en una casa como cada  cristiano”  (…non insultare i miei fratelli…il fottuto sei tu che continui a vivere su questa nave e non in una casa come ogni cristiano..).

 

  Ma questa volta doveva trattarsi di qualcosa di importante…Xenia aveva chiesto che fosse lui a recarsi alla Posada…”pa tomar cafè” – gli aveva urlato Tony chiamandolo dal molo, e allo spuntar del sole …quell’ indio strafottente che Xenia teneva come servitore…ma che stavolta si era comportato con riguardo e seppur urlando l’aveva chiamato : “Capitan del Valla Penas” ,Quindi a tanto rispetto corrispondeva qualcosa di grosso. 

 Si era persino sforbiciato un po’ la barba ed ammirato allo specchio, e col berretto azzurro dove sulla visiera faceva ancora bella mostra il cordoncino dorato, si sentì ancora :el capitan…indossò persino la giacca coi galloni, ma senza camicia per il caldo, e con la pipa in bocca…spenta, per darsi un contegno.

 Era pur sempre uomo di mare e prima di affrontare il vento volle essere informato.

, L’ancoraggio del suo battello era a valle della corrente ed un quarto di miglio dal porto, quindi alla fine del sentiero non girò a sinistra verso la Posada, ma a destra dove la gente del fiume sostava attorno una tettoia ad uso bar.

, “Hola amigos mira! Viene llegando el espanol…”  e i presenti si alzarono togliendosi il sombrero ..por respeto..e facendogli posto.

 

“…cosi tu Spagnolo vuoi notizie dello straniero?...pensa che è proprio di questo che stavamo parlando. Giù a valle del fiume, dove l’Apure si versa nel’Orinoco, qui Ramon ha incontrato gente su una barca a motore…una cosa mai vista, lo scafo di gomma gonfiata, e tanto grande da tenere una plancha sul ponte…”

“Bueno y que? Dale Ramon habla”

 Ramon è uomo di poche parole…addirittura balbetta un po’…forse per la timidezza di essere tutto nero e un po’gobbo, un insieme che o fa sembrare tonto, ma è vero il contrario…sa leggere e scrivere, cita versi per illuminare gli amici.. ed è di grande astuzia..pochi conoscono il fiume quanto lui..nessuno sa lanciare la rete tonda con la stessa maestria.

 “Come tu sai Spagnolo di pesce nada in questa stagione…e allora sono sceso fino allo sbocco del Rio Apure dove…como dicen aguas revueltas fortuna de pescador..  e stavo tirando su qualcosa, pochi pesci , ma grandi, in quelle acque turbinose solo predatori ci sono…pues .. vedo quella cosa che si avvicina, e se non fosse stato che avevo la curiara (la barca india scavata da un troco d’albero)  bloccata con doppio ancoraggio,  me la sarei filata..si vedeva che erano ..hombres malos..cinque bianchi e armati alla cintura…non erano yankee, ma monsiù… pero tres eran rubios ojos azules, quizas del norte, quizas alemanes…(occhi azzuri  ..del nord…forse tedeschi)    

,“Caray Ramon sei il solito, ne vedi roba tu vero, magari anche l‘etichetta sulle mutande”… e la banda ride,- “Armati?”- Chiede lo Spagnolo, e che altro?.

,,”Pues habando  con respeto…non per le mutande por Dios…ma por las tetas uno di loro era sicuramente una donna, ma col viso duro che pareva un demonio…e se non le dispiace, a parlare viene la gola secca, ofrece senor..una birra alla compagnia? ..la storia merita il dar vita al’ambiente….dunque quelli si avvicinano e parlano tra loro,  poi mi chiedono se ho visto o sentito parlare di un bianco, un loro caro amico…e mi descrivono don Reno cosi bene como fuera pintado… Gli rispondo che vedo en su barco  tante matasse di corda antitorsione e che ne avrei proprio bisogno una…e quanto costa. Quello che sembrava il capo risponde,: una matassa te la regalo se hai notizie del nostro uomo.

,”Usted si save hacer negozio senor”… e gli dico che l’ uomo che cercano l’hanno visto tempo fa risalire il Rio Apure…quanto tempo fa’?  ma non so forse è già in Colombia.

 Ed ora eccomi qui con una corda nuova e la paura che la usino per impiccarmi, quella è… gente mala y don Reno es uno de nostro..y yo nolo  meto en mano de bandidos    ..diga my Capitan que vamos hacer?)

,”Stiamo tranquilli ma attenti, se accade qualcosa venite subito da me, e che altro è accaduto a Rio Negrito?”

 Gli sguardi vano in direzione di Luis Cedeno, che osclla il capo in segno negativo…e:

,”Lo que pasa senor, es que el Olandes son dos semanas que no paga sueldo”

,”E perché non paga?, La sua gente lavora e il “balatà” (la gomma cruda) lo stanno producendo…”.

,”Si Signore, ma pare che il mercato sia “malo” l’ultimo carico e rimasto qui sul molo…non sente la puzza?”.E il sabato passato a “El Mosquero” a bailar non c’era nessuno…sin dinero,  anche las muchachas se la passano male “

, “ Ok Luis tu adesso vai subito alla casa dell’Olandese; portagli una scatola di caffè del migliore, eccoti i soldi, e con muy respeto lo saluti e gli dici che ti mando io…gli dici anche che lo aspetto per parlare del balatà e poi stai in attesa, vedrai che ti paga el sueldo, pues avisa a los otros obreros  pagherà anche loro, ..c’è dell’altro?...una voce annuncia..:

,” Si Patron, Paquito è andato ancora a rubare in farmacia..” e la truppa ridacchia, e il capitan Del Valle Pena si toglie il berretto per lo sdegno..:”ma se i medicinali glie li pago io cosa è andato a rubare??” ..”Qualche medicinale, la farmacia non tiene cassa el doctor i soldi i tiene in saccoccia…gli è che quella della farmacia è l’unica serratura di Rio Negrito e Paquito sente il prurito..deve esercitarsi..per il futuro” ed è allegria tra quella gente. Ma el capitan non si risparmia un commento: “Aquel huevon..che futuro?Rio Negrito è l’unico luogo al mondo dove lui ha un futuro che non sia una prigione…e con questo vi saluto…hasta mas tarde tengo que ir adonde Dona Xenia, hablarè con el estranjero”.

  

         Quel mattino, Reno era stato svegliato dal caffè in camera portato da Xenia..:

”Ma non prenderlo per vizio, ne che sia un riguardo particolare… gli è che non posso guardarti come il solito…ed anche tu hai una faccia che non è quella di quello straniero che tutti conoscono…fatti sta fottuta colazione e poi sparisci..fino a stassera…e mentre si fissano l’un l’altro come avessero scoperto l’universo intero… si abbracciano e poi lei fugge come un’adolescente alla sua prima volta.

     Reno in verità aveva già un obiettivo: el sendero.  Già dal primo giorno, Tony, gli aveva spiegato il poco che c’era da vedere, il porto prendendo la discesa a sinistra oppure, sulla destra el poblado in lieve salita…ma in fondo, dopo le ultime case la strada diventava un sentiero “el sendero” ,pronunciato con timore, da non entrarci : “Alla adentro hai espantos” . La dentro nel buio senza sole ci sono gli spiriti maligni. Reno, ovviamente agli spiriti non  credeva, ma qualcosa da sapere per lui doveva esserci, era parte del suo progetto, qualcosa da trovare molto su oltre la montagna, detta Gran Savana in questa parte venezuelana e  che diventava Gran Pajonal in un punto impreciso di confine….

 

 

El capitan Del Valle era raro incontrarlo nel bar di dona Xenia.  Ma la sorpresa più grande l’ebbe lui stesso nel vedervi i notabili del villaggio a colazione. Aveva sentito che la presenza dello straniero, che tutti gia chiamavano don Reno, attirava gente, e che era un tipo de habla interesante  al punto che el doctor  che aveva vissuto in Europa e parlava el frances , discorreva con lui di Parigi e Venezia come fosse casa loro, e persino Zanajorias il tipografo-giornalista-redattore, e intellettuale  del villaggio, attingeva argomenti da Reno.

 ;”Hola Zanajorias”, lo interpella il dottore, “Cosa si dice in giro? Cosa hai captato con la tua stazione radio?”;

;”Nada de nuevo: el mundo es el mismo caraco de merda de siempre , guerras entre muertos de hambre il prezzo del petrolio che sale e quello dalla gomma che scende, jodidos  gli americanos, sono loro che rovinano il mercato”

“ Dai non fare il razzista, lo interrompe la voce del Sushio, ( sudicio, il macellaio, voce allusiva) proprio voi spagnoli che avete messo  piedi su questa terra e…”

,” Callate la boca tu  sushio del caraco, o no soy espanol, soy andaluso è tu lo saves, porquè me ofendez??”.

“Perchè voglio pagarti una birra per far pace e non bere da solo…./

  E di questo ciarlare era fatto l’ambiente mattutino da Xena, il miglior locale di Rio Negrito, da quando Reno vi era entrato a far parte; ed eccolo, proprio lui che scende dal piano di sopra, ma non si ferma saluta tutti con un sorriso, stringe qualche mano, e s’avvia all’uscita. Poi si bocca davanti al capitan Del Valle; quello sguardo è proprio troppo fisso su di lui, quindi disinvolto si toglie il sombrero e allunga una mano.

,” Beunos dias Senor, soy Reno Mulas, ando apurado, el placer por la proxima ocasion”.

E fila via senza manco dare il tempo al vecchio graduato di rispondere e dire chi fosse, ma  Del Valle Penas ha visto molte cose in quello sguardo, e quando più tardi si trova in privato con Xenia, e anche lo sguardo di sua figlia gli e nuovo, ha già tratto qualche conclusione.

 “Dunque figlia, cosa succede?”

 “Ecco Pà…”e si fissano negli occhi..lui specialmente, colpito dal ricordo di Xenia bimbetta quando lo chiamava allora papà.

 Dale Xenia no me metas…non mettermi sotto, strega del demonio anche tu, come tutte le donne, che la mettete sul tenero quando volete qualcosa d’importante”,

 e non può evitarsi li occhi più umidi del solito.

 “Maledetto spagnolo, non puoi essere un po’ gentile con questa tua figlia?, Ho una cosa importante da dirti..roba di famiglia, e mi è già difficile senza che ti meta a fare il duro”.

No seas tonta , si vede lontano un miglio che sei innamorata, e ne sono contento, ma dimmi chi è quel povero caduto sotto le tue sgrinfie?”.

,” Pà, il mio innamorato non è caduto per niente, lui non lo sa nemmeno che io lo voglio, e il guaio è  che non  so chi sia esattamente, e da dove viene e sento un gran bisogno di saperlo e solo tu, da  Rio Negrito sai ficcare il naso nel mondo ”

 “Abbracciami figliola, e ora guardami e ascolta; ci sei andata a letto vero?”

 “Con chi? Cosa ne sai?”.

 “Se è quel Reno Mulas che mi ha salutato stamattina è un uomo che mi piace, a prima vista no puzza, ma se non è lui vuol dire che c’è una epidemia nella tua Posada, perché gli occhi dell’innamorato ce i aveva anche lui”

 “Si Pà è proprio lui, ma ho paura, è tanto un tipo misteroso”

Por Dios Xenia, tienes razon,pues para mi es menor misterio  lo hestan buscando

“Come Pà,è un ricercato?”

“ No Xenia, non è la legge a cercarlo,ma unos bandidos armados ,forse fugge da quelli, forse c’è dell’altro,e l’unica cosa da fare è sciogliere il mistero, bisogna parlare con lui…hai guardato nella sua valigia’?”.

 .”No, e non oserei mai, e non perché è chiusa a chiave, ma perché Reno è, .è..ha un qualcosa che incute rispetto, ecco!”

“Hu hu! Devo pensarci, todavia quando regresa. Mandalo da me,, digli con urgenza che devo parlargli, ok?”    

 

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